(Gichin Funakoshi)
Il GSK Shotokan Bracciano nasce nel 2009 dall’iniziativa di un gruppo di amici che, dopo oltre 30 anni di pratica e dedizione a questa splendida arte marziale, hanno voluto creare un gruppo per portare avanti e condividere, con quanti lo desiderino, la passione per il karate tradizionale. Il GSK raccoglie l’eredità dello Shotokan Karate Bracciano, che è stato il primo dojo di karate a Bracciano, fondato e fatto maturare dal Sensei Sandro Sarti a partire dai primi anni ’80. Gli allievi del Sensei Sarti, all’interno della FEIKAR (prima federazione di karate in Italia) hanno da sempre riportato ottimi risultati sia in campo regionale che in campo nazionale. Successivamente la asd GSK si affilia alla JSKA (Japan Shotokan Karate Association, la più importante federazione di karate shotokan tradizionale a livello mondiale con sede in Giappone e che vanta la presenza di Sensei, il cui valore è riconosciuto a livello mondiale, come il Sensei K. Abe 9°dan, che ogni anno svolge degli stages in Italia, in occasione della Coppa Abe della JSKA-ITALIA) con lo scopo di crescere e migliorare insieme, e nel dicembre 2007,
nel corso dello stage natalizio, partecipa con otto atleti alla gara tra i dojo appartenenti alle provincie di Roma e Viterbo, conquistando quattro podi (due primi posti, un secondo e un terzo) in due categorie. Ogni anno la GSK organizza i corsi di karate shotokan, sempre legati alla tradizione ma con un occhio sempre rivolto alla difesa personale, che viene insegnata come applicazione delle tecniche apprese nel corso. Il karate come arte marziale ha dei valori che rappresentano l’essenza del karate stesso (karate-do significa la via del karate inteso come ricerca dei giusti valori attraverso la pratica del karate), rispetto per se stessi e per gli altri, disciplina e autocontrollo, costanza, lealtà e sincerità, sono questi i valori che rendono speciale un’arte di per se già splendida come il karate.
I Kamon sono stemmi di famiglia, nati nell'undicesimo secolo, per distinguere le più importanti famiglie giapponesi ed in seguito i più importanti clan di samurai. Anticamente, infatti, solo queste famiglie avevano degli stemmi, che utilizzavano per distinguersi, anche perché spesso i loro cognomi potevano essere simili. Solo a loro era concesso di avere un nome ed un cognome, mentre la popolazione "comune" aveva soltanto il nome. In seguito, dopo il periodo Meiji, tutti ebbero diritto ad un cognome, permettendo così ai Kamon di diffondersi facilmente in tutto il Giappone anche ai ceti sociali minori
Questi stemmi venivano e, ancora oggi, vengono utilizzati per decorare il proprio kimono, per un Furoshiki personale o utilizzato per portare un dono a qualcuno, o ancora per decorare oggetti cerimoniali, lanterne, e per molti altri usi. Le più importanti famiglie giapponesi, oggi, fanno un uso molto frequente del Kamon, mentre nelle famiglie comuni è meno utilizzato o, non avendo una storia centenaria, cambiato a proprio piacimento. Il Kamon si tramanda grazie al primo figlio maschio nato in famiglia. Gli altri eventuali figli possono decidere se portare avanti lo stesso stemma di famiglia o cambiare e crearne uno nuovo. Nel caso di una coppia sposata, poiché il Kamon è personale, entrambi i coniugi porteranno lo stemma della propria famiglia, ma alla morte della donna, sulla lapide, verrà raffigurato anche il Kamon appartenente alla famiglia del marito. Nel caso di una donna appartenente ad una famiglia il cui Kamon va scomparendo a causa della mancanza di figli maschi, il marito (se non primogenito) potrà scegliere di abbandonare il proprio Kamon per portare avanti quello della famiglia della moglie. Grazie a questo sistema, i più antichi Kamon sono sopravvissuti per migliaia di anni. Il kamon , che la nostra associazione ha scelto e inserito all'interno del proprio logo societario è il "Taka no Ha" (piume di falco), che simboleggia eleganza e dignità....indietro